BUIE - Preghiera e corona di fiori in memoria dei esuli e delle vittime delle foibe
11.02.2020.
Ieri una delegazione della Comunità degli Italiani di Buie, composta da Franco Basiaco, Giuliana Cimador, Aldo Antonini e consorte, Franco Bonetti e Lucia Ugussi, assieme al Sindaco della Città di Buie, Fabrizio Vižintin, al presidente del Consiglio cittadino Rino Duniš e al parroco in pensione, Mladen Milohanić, ha ricordato con la posa di una corona di fiori e una preghiera il Giorno del ricordo, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre, istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Dopo un discorso iniziale del sindaco, per non dimenticare quella tragica storia, è seguita la benedizione e successiva preghiera a favore di tutte quelle vittime gettate in quelle cavità naturali, profonde anche centinaia di metri. Non si sa con esattezza quanti italiani furono uccisi in modo così barbaro ma, secondo alcuni storici, forse anche 10mila persone se non di più. Va ricordato che la legge che istituisce il “Giorno del ricordo” è stata proposta dal deputato triestino Roberto Menia e approvata dal Parlamento italiano nel 2004. Viene celebrata il 10 febbraio di ogni anno, anniversario del trattato di pace firmato a Parigi nel 1947, dove la sorte della popolazione italiana venne decisa dalle potenze alleate che avevano vinto la guerra. Decisero che le città di Fiume, Zara così come tutta l'Istria e le isole della Dalmazia venivano annesse alla Iugoslavia e tutti i beni dei cittadini italiani di quelle regioni vennero confiscati. Questo trattato diede origine a una fuga forzata degli italiani da quelle regioni, che abbandonarono praticamente tutto ciò che avevano. L'Italia riprese il controllo amministrativo della città di Trieste solamente il 26 ottobre 1954, quando la città cessò di essere territorio internazionale, ossia amministrato dalla comunità internazionale e dalla Iugoslavia e tornò a fare parte dell’Italia. A margine della celebrazione, Franco Basiaco ha rilevato: È importante ricordare questa giornata in quanto è ora di finirla con i vari negazionismi e avere una giusta pietà per tutte le vittime dei totalitarismi in generale in quanto hanno fatto molto male in queste terre".






